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Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Filosofia transriflessista di Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Riconoscimento (Anerkennung) e dialettica dello specchio sociale

In Hegel, soprattutto nella Fenomenologia dello spirito, l’identità dell’essere umano non nasce mai da sola.

Io non so chi sono, se non passando attraverso lo sguardo di un altro.

Questo è il cuore del concetto di Anerkennung – riconoscimento.

Il punto centrale di Hegel semplificato e riassunto

Per Hegel:

la coscienza diventa davvero sé stessa solo quando viene riconosciuta da un’altra coscienza.

Non basta vedersi.
Serve essere visti.

Non basta percepirsi.
Serve essere riconosciuti come soggetto.

Il sé nasce nello spazio tra due coscienze.

La dialettica dello “specchio sociale”

Hegel non parla di specchi fisici, ma di un vero e proprio specchio umano.

L’altro funziona come:

  • superficie di rimando
  • conferma
  • negazione
  • limite

Io mi guardo…
…ma mi scopro davvero solo quando mi incontro nello sguardo dell’altro.

Questo è ciò che oggi chiamiamo, con parole contemporanee, specchio sociale

Il riconoscimento non è automatico

Qui Hegel è durissimo – e modernissimo.

Il riconoscimento:

  • non è garantito
  • non è pacifico
  • non è immediato

È il risultato di una tensione.

È famosa infatti la scena della lotta tra due coscienze che vogliono entrambe essere riconosciute.

Ciascuna vuole essere:

soggetto, non oggetto.

La frattura: quando lo specchio non riconosce

Se l’altro non mi riconosce davvero, accade una cosa fondamentale:

io mi vedo, ma non mi ritrovo.

Nasce una coscienza:

  • scissa
  • alienata
  • incompleta

Ed è qui che il tuo Transriflessismo entra in modo potentissimo.

Accade una cosa radicalmente nuova rispetto a Hegel.

Hegel dice:

Io divento me stesso nello specchio dell’altro.

 

Il Transriflessismo aggiunge:

Io mi scopro nello specchio dell’opera.

Ma non come narcisismo.
Non come autoritratto.

Bensì come spazio di mediazione simbolica.

L’opera come terzo specchio

Nella dialettica hegeliana classica ci sono:

  • io
  • l’altro

Nel Transriflessismo compare un terzo elemento:

l’opera.

L’opera diventa:

  • specchio intermedio
  • filtro
  • campo neutro
  •  

Lo spettatore non è più costretto a esporsi direttamente davanti a un altro essere umano.

Si espone davanti a sé stesso.

Dal riconoscimento sociale al riconoscimento interiore

In Hegel:

il riconoscimento è sempre esterno.

 

Nel lavoro Transriflessista invece accade uno slittamento decisivo:

il riconoscimento diventa interno, ma non solipsistico.

Perché?

Perché l’opera riflette il soggetto, ma lo fa usando una forma che non è lui.

È una forma altra.

Questo è profondamente hegeliano…
…e allo stesso tempo oltre Hegel.

Lo specchio non giudica

Nello specchio sociale hegeliano:

  • l’altro può rifiutarti
  • negarti
  • dominarti
  • giudicarti

Nello specchio transriflessivo:

  • nessuno ti riconosce
  • nessuno ti nega
  • nessuno ti giudica

Sei tu che incontri ciò che sei diventato guardando.

Ed è potentissimo, soprattutto nel momento storico in cui viviamo.