
Radici poetiche del Transriflessismo
Specchio, identità, trasformazione, percezione.
Il Transriflessismo affonda le proprie radici in una lunga tradizione poetica che ha indagato la natura instabile dell’identità, il rapporto tra soggetto e visione e la trasformazione come forma di conoscenza.
Una raccolta di autori che, pur appartenendo a epoche diverse, possono essere riletti oggi come autentici anticipatori di una poetica dello specchio.
Ovidio
L’identità non è una sostanza, ma un evento.
L’essere umano non “è”: diventa.
La metamorfosi è il primo grande dispositivo poetico di riflessione sull’io come forma instabile.
Un eterno divenire in cui la materia si trasforma continuamente, assumendo nuove forme, ma senza mai distruggersi o annullarsi totalmente.
Riflessione sulla transitorietà della vita, la resilienza del cambiamento e la capacità di trasformazione degli esseri umani e della realtà circostante.
Un brevissimo estratto:
Omnia mutantur, nihil interit.
Tutto muta, nulla perisce
Libro Primo (primo versetto tradotto in italiano)
1. A narrare il mutare delle forme in corpi nuovi
2. mi spinge l’estro. O dei, se vostre sono queste metamorfosi,
3. ispirate il mio disegno, così che il canto dalle origini
4. del mondo si snodi ininterrotto sino ai giorni miei……..
(da Metamorphoses)
Tutto cambia, nulla scompare: ogni forma è soltanto un passaggio, un riflesso.
Dante Alighieri
La Commedia è un immenso spazio riflettente: ogni volto incontrato è una possibile immagine del Sé.
Nel cammino di Dante, l’identità si costruisce attraverso il riconoscimento.
Inferno, I, 1–3
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Lo smarrimento non è solo geografico: è percettivo. Il soggetto entra in crisi perché non riconosce più la propria immagine interiore. La selva è il primo specchio della coscienza.
Charles Baudelaire
Baudelaire porta nella poesia la frattura moderna dello sguardo.
L’io osserva se stesso mentre guarda il mondo.
L’Homme et la mer
Homme libre, toujours tu chériras la mer!
Uomo libero, amerai sempre il mare!
L’uomo contempla il mare nel quale si riflette e vi riconosce la propria instabilità.
Lo spazio esterno diventa riflesso emotivo e percettivo dell’interiorità.
Rainer Maria Rilke
L’identità nasce nello spazio della relazione e dello sguardo.
La poesia non descrive: apre.
Erste Duineser Elegie
Denn das Schöne ist nichts
als des Schrecklichen Anfang…
Perché la bellezza non è altro che l’inizio del terrore…
Il riflettersi nel bello, nel desiderabile, è solo la soglia di ciò che ci mette in crisi.
La percezione autentica, l’apertura alla propria coscienza, nasce sempre in un punto di rottura, di instabilità di noi stessi.
Jorge Luis Borges
Borges dissolve l’unità dell’io e trasforma il soggetto in una costruzione narrativa.
L’identità diventa un labirinto riflessivo.
Soy
Soy el que sabe que no es
Io sono quello che sa che non è così
Il soggetto non coincide con se stesso.
L’io è un dispositivo percettivo che si riscrive a ogni atto di osservazione.
Fernando Pessoa
Pessoa rappresenta una delle più radicali decostruzioni poetiche dell’identità.
Non esiste un solo autore: esistono molte coscienze che si osservano a vicenda.
Sentir tudo de todas as maneiras.
Sentire tutto in ogni modo.
La soggettività non è unità, ma molteplicità di punti di vista.
L’io emerge come rete di riflessi e di percezioni divergenti.
Ti invito a entrare in questo percorso condiviso, a far risuonare la tua ricerca insieme ad altri poeti ed artisti che credono nella poesia e nell’arte come strumento di risveglio, riflessione e trasformazione interiore.
Se senti che le tue poesie dialogano con i temi del riflesso, dell’identità, della dualità e della coscienza, scrivici e proponi il tuo lavoro.