
Roberto Lombardi, laureato all’ISIA di Urbino, ha sviluppato per molti anni la propria ricerca visiva nel mondo della grafica editoriale e pubblicitaria, lavorando prima in aziende e agenzie e successivamente con una propria realtà professionale. Parallelamente, l’arte ha continuato ad accompagnarlo come spazio di sperimentazione personale, mai del tutto separato dal rigore del progetto.
Non soddisfatto dalle tecniche pittoriche tradizionali – già utilizzate in ambito illustrativo – Lombardi avvia, intorno al 2010, una ricerca autonoma su materiali e linguaggi alternativi. L’incontro con il plexiglass e con altre superfici riflettenti segna una svolta decisiva: un materiale industriale che diventa veicolo poetico, capace di includere lo spettatore attraverso il riflesso e la stratificazione.
Nel 2010 realizza il primo layout definitivo dell’opera Le parole che non ti ho detto, avviando una complessa fase di sperimentazione produttiva e di collaborazione con fornitori industriali. L’opera viene assemblata manualmente in studio, inaugurando una serie di lavori che indagano il rapporto tra immagine, luce e riflessione.
Accanto al percorso artistico e creativo, Lombardi sviluppa negli anni un’intensa attività come docente e formatore nell’ambito della grafica e della comunicazione, evolvendo progressivamente verso un lavoro centrato sulla persona. Attraverso studi di psicologia e pratiche di coaching strategico e mindfulness MBSR, integra competenze tecniche e consapevolezza interiore, dando vita a un approccio in cui la trasmissione del sapere diventa un processo trasformativo. In questo contesto, creatività, percezione e identità si intrecciano, permettendo a studenti e clienti di riconoscersi, superare blocchi e accedere a nuove possibilità, in una sintesi coerente tra ricerca artistica, dimensione educativa e sviluppo del potenziale individuale.
Pur continuando l’attività di coach, docente di grafica e comunicazione e art director, Lombardi prosegue la produzione artistica con tempi dilatati ma costanti. Nel 2017 l’opera The Words That I Didn’t Say viene presentata alla Biennale di Venezia, suscitando interesse per un linguaggio difficile da collocare in categorie esistenti. Segue, nel 2022, la partecipazione al Premio Internazionale d’Arte Brera Art’è = mc² con We Are the Mirror of Ourselves.
La svolta avviene nel 2024, quando l’incontro con la curatrice Ombretta Giovannini porta alla prima esposizione pubblica organica delle sue opere in una collettiva a via Margutta, con The Words That I Didn’t Say, We Are the Mirror of Ourselves e Worn Box – Loony Loves. Di fronte all’impossibilità di definire questo linguaggio, nasce l’esigenza di una nuova corrente.
Da una ricerca teorica e artistica prende forma il TRANSRIFLESSISMO, movimento artistico e culturale registrato e formalizzato nel Manifesto Transriflessista. Nel 2024, in occasione della RAW – Rome Art Week, Lombardi presenta la sua prima mostra personale come primo e ufficiale artista transriflessista, esponendo otto opere a Roma e partecipando con un’opera digitale al Premio Arte Mercato, proiettata al Teatro Ariston di Sanremo.
Oggi Roberto Lombardi porta avanti una ricerca che si colloca tra arte, percezione e trasformazione personale, in cui il riflesso diventa strumento di relazione, consapevolezza e cambiamento. La sua attività di formazione e coaching, basata sui principi del Transriflessismo, accompagna individui e gruppi in percorsi di crescita, rendendo l’arte non solo qualcosa da osservare, ma un’esperienza da vivere
Luigi De Laurentiis
è stato mio docente di tecnica di produzione cinematografica all’Istituto Italiano per la Cinematografia e la Televisione. Spesso mi portava con lui nel suo ufficio della Filmauro, sua casa di produzione e mi raccontava del cinema italiano e di quello americano del fratello Dino. L’ho molto amato anche per la sua napoletanità che mi appartiene.
Armando Testa
Ho assistito ai suoi seminari sulla comunicazione e la pubblicità. Mi hanno accompagnato per tutta la mia attività professionale e non solo.
Michele Provinciali mio docente di Progettazione Grafica, mi ha insegnato a rompere lo stereotipo e ad equilibrare pieni e vuoti. Con lui ho iniziato la sperimentazione con materiali ed oggetti di varia natura e provenienza.
Il piacevole ricordo sul progetto “il colore” nel quale presentai un lampadario creato con le penne Bic ripiene di colore. Quella fu la mia prima esperienza di taglio e foratura del policarbonato.
Il mio Maestro
di marchi e logotipi
Alfred Hohenneger.
Grazie a lui ho creato decine di marchi e logotipi per molti clienti.
Un percorso articolato partito dallo studio delle tra forme geometriche principali: cerchio, quadrato, triangolo.
Un continuo ricercare, sperimentare e giocare con le geometrie.
Il mio ricordo più bello,
le giornate passate a disegnare nel suo studio, con le finestre a tutta luce, in riva al mare a Focene (Roma), con la sua barchetta a vela parcheggiata sul prato della sua villetta.
Ho conosciuto i Fratelli Castiglioni all’ISIA di Urbino, relatori di un seminario sul design industriale.
Loro mi hanno aperto un canale che ho approfondito poi nel corso degli anni.
Alessandro Mendini venne all’ISIA e mi stravolse il concetto di spazio, forme, segni. Io e i miei compagni di corso facemmo esperienza diretta su come creare e manipolare un segno, successivamente forma e ancora oggetto. Ci donò alcune sue sagome in pvc che ancora oggi custodisco gelosamente.
Peppe di Giuli, docente di design ISIA di Urbino.
Un periodo anche questo pieno di stimolanti e costruttive informazioni sul design industriale e la manipolazione della forma e dei materiali.
Ricordo di lui le piacevoli lezioni e le uscite serali nei locali di Urbino.
Umberto Fenocchio, docente ISIA, storia e progettazione del carattere tipografico.
Soprannominato da noi studenti UBI, veniva ad insegnare il sabato in ISIA, insieme al suo collega Barboro (detto Barbera perché odorava di vino :-)).
Con loro ogni lezione era un divertimento. Si stava ore a disegnare caratteri tra battute e continua ironia.
Tra i ricordi più belli, la gita presso la Berthold fonts house di Berlino, dove ricevetti in dono due preziosi cataloghi di fonts.